E se funziona, cambia il mondo.

Timothy è un bambino bellissimo. Occhi blu, capelli biondi. Due piedi e due mani con cinque dita ciascuna. Labbra sottili e delicate. Guance simpatiche. Tutto nella norma. A parte che è nato senza cuore.

Senza cuore. Ma non nel senso che è un bambino crudele. Gli manca proprio il cuore. Quando è uscito da sua madre era blu come un cielo prima del temporale. Nonostante i tentativi di rianimazione si stava rapidamente trasformando in un piccolo sacco delle immondizie nero ed afflosciato. Non c’è battito continuava a gridare l’ostetrica. Sfido io, senza cuore cosa vuoi che batta.

Stavano per buttarlo via quando, chissà per quale ragione, mi venne l’idea di passare l’ecografo su quel piccolo pezzo di carbone, quantomeno per capire cosa diavolo era successo.

A volte capitano cose che non hanno spiegazione. E quando non trovi il cuore dentro ad un bambino o stai li a bocca spalancata come un imbecille o fai qualcosa che può farti diventare immortale. E allora la cosa migliore è aprire il torace a quel bambino e tagliando con un bisturi la punta delle arterie misteriosamente chiuse infilarle nelle due canule di uno sfigmomanometro e diventare il suo cuore. Pompata dopo pompata. In attesa di un miracolo. In attesa di diventare famoso.

E se funziona, cambia il mondo. Perché è nato un bambino senza cuore. Perché sta vivendo un bambino senza cuore. È successo l’impossibile. E tu hai sfidato l’impossibile e hai vinto. Però devi continuare a pompare. Devi colorare di rosa quel bambino. Devi dargli aria. Devi dargli l’anima. Devi essere la sua vita.

Ora pensatevi se quel bambino sopravvive. La voce si spande. Arrivano i giornalisti. I telegiornali ne parlano. E’ nato un bambino senza cuore gente. Cosa diavolo sta succedendo? A Dio ha dato di volta il cervello? Lui diventa il bambino più famoso del mondo e tu il medico più famoso del mondo. Da non credere. E pensatevi anche a quanti dottori in pellegrinaggio a studiare il caso del bambino senza cuore e di come farlo sopravvivere. Ed ingegneri che progettano. E fedeli che pregano. E genitori che piangono.

Alla fine viene fuori che partendo da una piccola pompa per il riciclo dell’acqua di un acquario si può costruirci intorno un cuore artificiale. Da cambiare ogni 2 mesi per stare al passo con la crescita del bambino. Il bambino più famoso del mondo ha una specie di saracinesca nel torace dentro alla quale c’è un cuore artificiale ricavato dalla pompa di un acquario. E potrà vivere una vita quasi normale. Una quasi normale vita di merda.

Timothy ha dieci anni e vive senza un cuore. Sembrerà banale ma non ho mai visto un bambino così triste. Come si fa a vivere con un cuore finto? Non ha mai sorriso. Non ha mai pianto. Non si è mai arrabbiato. Non ha mai fatto i capricci. Non ha mai voluto un abbraccio. Non ha mai dato un abbraccio. Non ha mai detto una singola parola. Se ne sta tutto il tempo seduto davanti alla finestra di camera sua a guardare come va il mondo fuori. Ma senza interesse. Così, tanto per non tenere gli occhi chiusi.

Ora, torniamo indietro a quando la mia mano tremante ha dato la prima pompata in quel cuore improvvisato. Pompa.

Voglio che tu viva.

Pompa.

Ci sono così tante cose belle nel mondo che non puoi non vederlo.

Pompa.

Non puoi abbandonare la partita prima ancora di mettere piede in campo.

Pompa.

Ascoltami bene. Ce la puoi fare. Li fuori che ti aspetta ci sono un sacco di persone.

Pompa.

C’è una mamma che non vede l’ora di cambiarti il pannolino. Di svegliarsi la notte per cullarti. Di imprecare ai tuoi strilli e commuoversi ai tuoi primi passi. C’è una mamma che vuole vederti crescere. Che vuole comprarti da vestire. Che vuole sentirsi dire che diventerà nonna.

Pompa.

C’è un papà che sogna di accompagnarti al tuo primo allenamento di calcio. Di comprarti una bicicletta ed insegnarti ad andarci senza rotelle. Di sentirsi orgoglioso il giorno della tua laurea e fiero di te il giorno del tuo matrimonio.

Pompa.

Da qualche parte c’è un bambino che si siederà al tuo fianco il primo giorno di scuola e diventerà il tuo migliore amico. Un bambino con cui scoprirai il mondo. Con cui giocherai e litigherai. Con cui fumerai la tua prima sigaretta e berrai la tua prima birra. Con cui parlerai di ragazze e ti metterai nei guai.

Pompa.

C’è una bambina che un giorno sarà tua moglie. Che si innamorerà di te. Che farà il giro del mondo con te. Che riempirà i tuoi pensieri. Che incasinerà la tua vita. Che renderà ogni giorno meraviglioso. Che invecchierà con te. E non ti lascerà mai.

Pompa.

Non puoi perderti tutto questo. Non puoi. Non puoi.

Non puoi.

Come pensate che possa sentirmi adesso? Come pensate che possa sentirsi il medico più famoso del mondo che si trasforma nel bugiardo più grande dell’universo?

Non c’è giorno che passa in cui io non ripensi a quel momento in cui mi è venuta la bella idea di far vivere un bambino senza cuore. Di far vivere la vita a un morto. Di far vivere la morte a un vivo.

E non c’è tregua da questo pensiero. È la sofferenza più grande che si possa immaginare. Tanto da sperare che quella pompetta per acquario si inceppi e tutto finisca. Tanto da uccidere continuamente quel bambino con il pensiero.

Abbiamo provato ogni tipo di terapia comportamentale. Guida all’affettività. Psicofarmaci. Iniezione di ormoni di vario genere. Pellegrinaggi. Preghiere disperate. Ma niente miracolo. Timothy è ancora un fottuto pinocchio di legno. Un robot alieno senza cuore. Il mio più grande sbaglio. La mia croce. La punizione per aver sfidato Dio. E per averlo battuto.

E’ la vigilia di Natale. Festa per ogni bambino. L’attesa che fa sembrare tutto più bello. E’ la vigilia di Natale per tutti. Anche per il bambino senza cuore. Anche per il medico più famoso del mondo. Ma questa volta ho deciso. Dio ha vinto. Domattina gli farò il regalo più bello. L’unico regalo che può veramente fargli provare qualcosa. Domattina staccherò quella piccola pompetta per acquario perché è ora di farla finita con questa farsa che i giornalisti chiamano miracolosa vita e che io chiamo semplicemente agonia. Stop. E’ giusto che il bambino senza cuore vada in cielo a cercarsene uno. E’ giusto che tutto finisca come è cominciato. Dalla mia mano.

È la notte di Natale. La notte più lunga della mia vita. Vorrei impiccarmi. Vorrei buttarmi dal tetto e trasformarmi in un pantano di sangue, ossa sbriciolate e viscere. Vorrei spararmi in bocca e non sentire più niente. Ma non sono così codardo da scegliere la scorciatoia. Visto che all’inferno ci andrò comunque, tanto vale passarci per la porta principale ed essere guardato con ribrezzo dai peggiori demoni. Tanto vale ammazzare la mattina di Natale un bambino senza cuore a cui hai dato l’illusione di una vita. E così in una notte come questa stai davanti alla finestra insieme a Timothy. Guardi un bambino che sembra dormire ma in realtà ha solamente gli occhi chiusi. Guardi una macchina senza motore che potrebbe fare un viaggio stupendo ma invece non si muove dalla linea di partenza. Guardi il mondo fuori che se ne frega di come ti senti. Guardi i fiocchi di neve che cominciano a cadere e rendono tutto ancora più tremendo.

È la mattina di Natale. L’alba mi sveglia. Apro gli occhi e sono ancora qui. Davanti alla finestra. Di fianco al suo letto. Ma Timothy non c’è. Non esce mai di qui. E’ successo qualcosa. Mi affanno. Guardo in giro. Lo chiamo. Anche se tanto sono sicuro di non aver risposta. Ma lo chiamo lo stesso.

Timothy non c’è.

Timothy è uscito.

Timothy è nato senza cuore.

Guardo dalla finestra e lo vedo. E’ nel parco li davanti. E’ l’unica macchia di colore in un mondo completamente bianco, ricoperto di neve. L’unica macchia in una perfezione da togliere il fiato.

Corro giù.

Timothy.

Timothy è nato senza cuore.

Quando arrivo giù lui è li. In ginocchio. Sento che respira. Tocca la neve.

E succede qualcosa che non hai nemmeno mai preso in considerazione. Succede che tutto cambia. Succede che la mattina di Natale guardi il bambino che volevi uccidere per salvargli la vita che vede per la prima volta la neve. Succede che prova un’emozione così grande che le regole del gioco saltano per aria e si può ricominciare tutto da capo.

Perché se vedi la neve per la prima volta ci resti secco dall’emozione. Non sai cosa provare perché è tutto troppo. Troppo. Se vedi tutto bianco, se vedi che il mondo è stato cancellato, se vedi che qualcosa che scende dal celo può cambiare i contorni delle cose, ti accorgi di aver solo perso tempo. Se vedi questo allora capisci che c’è qualcosa di più, che c’è sempre qualcosa di più. Che non è tutto come sembra e che non ci si può accontentare di quello che si vede. E allora si può ascoltare il silenzio. Si può vedere tutto non vedendo niente. Si può sentire il profumo dell’infinito e si può toccare il gelo del cielo. Si possono ridisegnare i contorni delle cose, perché adesso c’è un foglio bianco davanti a te. Infinito. Ed è questo che fa la differenza. E’ questa l’emozione che serve. L’infinito. Perché il mare finisce dove c’è la spiaggia. Le stelle sono miliardi, ma sono un numero. Ma la bellezza della neve, quella non finisce mai. E questa sensazione, quando sei li, a fare da prima timida pennellata su una tela bianca senza fine, è così forte che ti accorgi che fino a quel momento non avevi vissuto. E’ così forte che può cambiarti la vita. E’ così forte che forse può trasformare una pompetta per acquario in un cuore vero.

E’ la mattina di Natale ed io sto guardando Timothy che vede per la prima volta la neve. Sento il cuore in gola tanto questo spettacolo è potente e penso che proverebbe lo stesso anche lui se ne avesse uno.

Sto guardando Timothy che vede per la prima volta la neve e penso che è un bel momento per ucciderlo.

Sto guardando Timothy che vede per la prima volta la vita e penso che è giusto lasciarlo finalmente in pace.

Sto guardando Timothy che vede per la prima volta la vita.

Sto guardando Timothy che si volta verso di me.

Sto guardando Timothy che mi sorride.

Ciao papà – mi dice.

Timothy è nato senza cuore. Ne ha uno artificiale che gli pompa il sangue e gli permette di vivere una vita quasi normale. Io sono il medico più famoso del mondo perché gli ho permesso di vivere. Sono il più grande bugiardo dell’universo che sta provando a riscattarsi. Sono il papà più felice del mondo. Tante cose non cambiano. Ma tante altre per fortuna si.

A Natale Timothy è nato di nuovo quando ha visto la neve. La macchina si è beccata una spinta così forte che il motore non gli serve più. Ha superato la linea di partenza e si è messa in moto verso un viaggio senza meta. A volte mi chiedo cosa sarebbe successo se quella notte non avesse nevicato. Ma è inutile perdere tempo in domande senza risposta. È molto meglio usarlo per gustarsi la vita e le sue assurdità.

Timothy è nato senza cuore.

E domani lo accompagno al suo primo allenamento di calcio.

 

All rights reserved – © Federico Simonato

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