Dentro “Un luogo sicuro”

Dentro “Un luogo sicuro”

Sebbene in evidente ritardo, solo oggi sono riuscita ad ascoltare interamente il nuovo disco de L’orso. Consiglio di sentirvelo tutto da cima a fondo, non prima però di aver letto qui qualche notizia a riguardo.

Un luogo sicuro è l’album prodotto da Marco “Cosmo” Bianchi e Mattia Barro, uscito venerdì 11 Marzo per Garrincha Dischi in tutte le piattaforme musicali online e nei negozi di dischi distribuito da Audioglobe. Si tratta di un disco che accoglie in sé tre momenti, ovvero tre luoghi (Ivrea, Irlanda e la mansarda) che rimandano all’argomento principale dell’album: la ricerca del luogo sicuro, un continuo viaggiare per ritornare in se stessi, che alla fine ci riconduce sempre a casa. L’album si presenta immediatamente come un progetto molto ambizioso e lo dimostrano l’inserimento di frammenti rappati, scratch (in “L’uomo più forte del mondo” con Dj Dust, già collaboratore di Mecna), l’utilizzo della lingua inglese (nella traccia “Berlino” con Michael Liot dei francesi We Were Evergreen) e sonorità elettroniche insieme a basi acustiche strumentali.

1_WEB72dpi3000pxUnmarked

Il gruppo composto da Mattia Barro, Omar Assadi, Niccolò Bonazzon e Francesco Paganelli ha cominciato la promozione del disco in versione meramente acustica presso le librerie Feltrinelli e solamente dal 31/3 a Cavriago (RE) presso il Circolo Kessel (data zero) sarà possibile rivederli su un palco.

Ma guardiamo più da vicino le tracce.

 

Il viaggio parte con Apri gli occhi, siamo nello spazio. Ci troviamo ad Ivrea: luogo per eccellenza del disco, che ritornerà più volte.

“Ora che sono altrove, c’è un nuovo luogo da arredare”

Si prosegue con Non penso mai, nonché il primo singolo estratto dall’album.
Qui percepiamo il mescolarsi degli elementi elettronici e acustici, il rap e il pop.non-penso-mai-video-lorso

“Faccio la guerra nella solitudine

A volte è sublime ma spesso è terribile”

Essere felici qua è la terza tappa. Si parla di ossessioni, distanze e tempo. Giorgia D’Eraclea è ai cori come nel brano precedente.

“Riparti, parti per altri lidi
e così, per sempre
tu parte di me, io parte di niente”

Il quarto brano L’uomo più forte del mondo è arricchito dalla presenza di Dj Dust e coniuga scratch, inglese, italiano, pop e hip hop, facendo sì che il tutto risulti internazionale.

“Balla con me saremo goffi assieme”

Il secondo luogo del disco è in Io credo in te, la tua magia è vera. Il titolo cita il disco di Yacht ed è composto di suoni che sono stati raccolti in una vacanza in Irlanda (tecnica usata anche dai The Beatles nel celeberrimo album Yellow Submarine).

“Vuoi farti un giro nella mia testa?
Il primo è in omaggio”

Poi arriva Un pomeriggio in collaborazione con i Tropicalisti, ovvero la crew di Barro ad Ivrea nonché ispirazione e contributo morale dell’album.

“Ricordati di me
muovo le mani perché
sto disegnando in aria
ciò che nelle mani non c’è”

Il viaggio interiore prosegue con Michael Liot a Berlino, un altro posto nella geografia dei luoghi sicuri. Anche qui l’inglese e l’italiano si mescolano.

“Ma se penso che
l’immagine di te
sparisce qui,
I wish I was there”

Penultima fermata e omaggio a Bret Easton Ellis è Sparire qui. Nel brano si parla di lotta e confronto con se stessi.

“Ti cerco nel letto e non riesco
a prendere sonno da un pezzo
e fa male sapere che ho perso
e fa male sapere che ho perso me stesso”

Il viaggio si conclude con Chiudi gli occhi, siamo a casache già dal titolo suggerisce il terzo e ultimo luogo: la mansarda ad Ivrea dove sono stati pensati e composti la maggior parte dei pezzi.

“Vorrei solo essere a casa”

I luoghi sono prima di tutto mentali e poi fisici e a prescindere da dove ci si trova, cosa si prova e chi è con noi, ciò che conta è ritrovare la strada di casa; perché “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando tu non ci sei resta ad aspettarti”. (Pavese, La luna e i falò)

Leave a Reply