La generosità, o qualcosa di molto simile

Un adulto e un altro uomo forse un po’ più adulto sono seduti in un chiosco lungo mare.

Il primo sorseggia un caffè shakerato, con due cubetti di ghiaccio. Il secondo sta aspettando la correzione del suo di caffè. Entrambi scrutano l’orizzonte frastagliato delle onde a pochi metri da loro, con gli occhi semichiusi per il riflesso del sole e con una smorfia bizzarra sul volto.

I due hanno coltivato nel corso degli anni una singolare abitudine: durante i mesi estivi si trovano in un bar qualsiasi dopo la pausa pranzo, e discutono un nuovo argomento ogni giorno. Qualche volta il discorso si rivela più interessante e intrigante del previsto, e allora si protrae anche per diversi appuntamenti. Una volta i due sono andati avanti un mese a parlare dei messaggi subliminali all’interno degli spot pubblicitari, sconfinando in discorsi filosofici di discreta cultura.

Oggi tocca all’adulto introdurre l’argomento. Tutto parte da un profondo dubbio: – può esistere un’azione umana frutto di pura, viscerale e incontrastata generosità, di un altruismo disinteressato verso il prossimo, che sia ancora più casto, ad esempio, delle offerte caritatevoli?

Agli occhi e alle orecchie del compagno di chiacchierata la domanda suona subito molto sciocca. In un primo momento gli viene da ridere per l’ingenuità del più giovane adulto, e vorrebbe quasi indirizzare il dialogo altrove. Ma il più giovane continua: – Cosa ci può essere di più puro di quelle? Se ci pensi, in fondo, anche il fare l’elemosina è un atto mosso da un ponderato intento egoistico, un egoismo perverso se si vuole, ma pur sempre qualcosa che aiuta a ripulire la coscienza e a placare le preoccupazioni scaramantiche del quotidiano.-

Anche il più vecchio adulto sembra ora spiazzato da questo approfondimento, e abbandona l’atteggiamento affettato di pochi istanti prima. Comincia a riflettere. Restano entrambi in silenzio, pensierosi.

– Ma dai, che stronzo a non farti neanche i fari con un posto di blocco della polizia poco dopo! Robe da non credere! Io li faccio sempre, tanto non mi costa nulla…-

I due si voltano, indispettiti. Nell’istante in cui si voltano, elaborano però il senso nascosto dello schiamazzo fastidioso. La barista imbellettata, impegnata in un acceso dialogo con un cliente fisso (super fisso) allo sgabello, ha involontariamente dato loro una risposta più che appropriata, con invidiabile tempismo. Ha sciolto il loro dubbio esistenziale, il resto lo fa il più vecchio adulto, con la strada ormai spianata.

-In effetti come si può non ritenere un gesto puramente generoso il semplice avvertimento nei confronti di uno sconosciuto che arriva dal senso opposto e del quale non sappiamo nulla né mai sapremo nulla, e lo stesso lui di noi. È un atto di spassionata generosità, senza alcun dubbio.-
I due hanno continuato il discorso senza distogliere un secondo lo sguardo dalla barista e dal cliente, quasi presi da un flusso di coscienza e da un rigetto spontaneo della mente, senza accorgersi che ora il loro sguardo pesante è ricambiato da uno sguardo altrettanto sorpreso. La barista imbellettata, la più abituata di tutti a certi stalli alla messicana, sorride loro e ammicca. I due adulti si girano, imbarazzati e accaldati, asciugandosi la fronte con il dorso delle mani. Tornano a scrutare l’orizzonte, l’uno sorseggiando e l’altro aspettando, senza fretta e senza più una parola. Per oggi sono soddisfatti.

Leave a Reply