Il pastore soldato – Dal taccuino di Bolzano

Il pastore soldato – Dal taccuino di Bolzano

In memoria di P.T.

 

Non parlavi, della Grande guerra non parlavi,
di essa solamente piangevi.

Un gran silenzio per te la guerra,
avevi capito tutto:
la guerra è dove mancano le parole.

Tornasti poi tra i pascoli delle alture bruciate,
per scordare, per provarci.

Seguivi con gli occhi le tue bestie
che giornate intere brucavano l’erba,
fiutavano la terra che gli uomini solo
sanno turbare in trincea.

Continuasti a seguirle fino alla fine,
con quegli occhi che però non seppero dimenticare…

Della guerra non parlavi,
non custodivi parole della guerra,
non custodivi nulla oltre alla vita morta,
oltre alle croci senza un fiore
le lacrime, il ricordo.

Passammo alcuni giorni di calma. L’artiglieria nemica non tirava. Noi non avemmo neppure un ferito. Per noi, fu un vero riposo. Quante ore passate al sole, addossati alle rocce, lo sguardo vagante, con i nostri sogni, sulla pianura veneta. Come era lontana la vita, da noi!
(E. Lussu)

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