Domani sveglia alle 7, giuro!

Come quando vorresti fare un po’ di tutto e…te ne resti a letto.

Ti svegli a metà mattina, sei riposato, ma senti che manca ancora qualcosina per la “dormita perfetta”.
Ancora un po’, solo un altro po’…

Hai rinviato per mesi un sacco di piccoli progetti perché eri impegnato in cose più importanti, e ti sei ripromesso di realizzarli tutti, a partire proprio da oggi.
Ma, mentre ci pensi, ti sei già rigirato dall’altra parte e forse dormi di nuovo.

Allora, adesso mi alzo, al tre mi alzo e mi metto all’opera: parto con il dare una bella lavata alla macchina, che ne ha un disperato bisogno, poi passo in biblioteca a consegnare i libri dopo un ritardo di ben tre settimane (magari me ne prendo un altro paio su “Storia del cinema indipendente”), poi vado a farmi stringere quel benedetto paio di pantaloni scuri dalla sarta e poi…aspetta, ma quanto fresco è il cuscino da questa parte? Senti che roba! Dai, me lo godo giusto due minuti!

Riapri gli occhi mezz’ora dopo, ma giusto quella fessura che ti permette di scrutare l’ora e allo stesso tempo di non perdere l’abbiocco.
Preso da un improvviso spirito d’iniziativa scosti leggermente la coperta sbadigliando: e ti senti già un vero eroe.

– Uno di quei rari attimi di lucidità della giornata, che ti permette di bisbigliare “anche oggi ho fatto il mio”; ma lo bisbigli soltanto, perché hai troppa paura che la tua coscienza ti senta, e se ti sente poi sono guai. Lo sai bene –

Ora tra te e la lista di cose da fare c’è solo la colazione, senza dimenticare che è il pasto più importante della giornata e necessita senza dubbio del suo tempo e delle sue attenzioni.

Tic,tic,tic.
Ci mancava pure la pioggia, leggera e morbida, sembra li apposta per accarezzarti mentre richiudi gli occhi, ti rilassa meglio del Valium.
Reagisci.

Miracolosamente raggiungi il bagno, il lavandino, ti specchi: ti vedi ancora sfocato, tutto, attorno a te, è ancora piuttosto sfocato.
Ma vai avanti, procedi con crescente coraggio e intraprendenza.

Ti lavi, ti asciughi, ti vesti, ti rispecchi… finalmente ti sembra di riconoscerti.
Scendi le scale accelerando il passo, mentre decidi che la colazione la farai fuori, giusto per non perdere la botta di entusiasmo che improvvisamente ti ha colpito.

Prendi il necessario per le tue commissioni, infili al volo le scarpe dando un’occhiata fuori dalla finestra, ha già smesso di piovere e dalle nubi si sta facendo largo un buon sole. E bici sia.

Mentre pedali si alza una leggera brezza, provvidenziale.
Sfrecci in contromano da un vicolo all’altro per evitare il traffico, pedali, pedali, pedali, ormai sei lanciato, i semafori verdi, i pedoni che si scostano, le macchine che ti danno la precedenza…fino a quando non arrivi all’ultimo incrocio prima della destinazione, ti affacci a malapena buttando l’occhio solo da una parte e non ti accorgi della vecchietta col Suv dall’altra e…SBAM!

Ti svegli che sei ancora nel tuo letto, ma girato dal lato fresco del cuscino.

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