All posts by Giacomo Gasparini

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Pills: Shlohmo – Rained The Whole Time

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Artista: Shlohmo

Genere: Elettronica, Trip hop

Brano: Rained the whole time

Album: Vacation EP

In queste giornate afose alcune tracce sembrano scritte appositamente per rinfrescare;

così questa pioggia incessante e scandita di cui parla Shlohmo, cade per riportare armonia e pace.

 

P.s.: da ascoltare al tramonto, negli ultimi attimi di luce.

Eventualmente anche nella versione di Jaar.

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All tomorrow’s parties

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Coloro che amano i concerti e pensano di organizzare le proprie vacanze seguendo la musica vedranno nel 2015 un’ottima annata. Ogni anno possiamo contare su festival del calibro di Umbria jazz, Rock in Roma, Sherwood o Spring Attitude ma forse l’idea di un viaggio itinerante attraverso diverse tappe suona più allettante: gli eventi a cui pensiamo implicano spese contenute e sono facilmente raggiungibili, tanto più ove vi fosse una larga adesione, sarebbe possibile arrivarci insieme!

Forse è ancora presto per far pronostici o trovare il tempo di organizzare la propria estate, ma quest’articolo vuole incentivare a non prendersi all’ultimo, come spesso capita anche al sottoscritto…vuole stimolare gli ascoltatori all’acquisto di qualche biglietto e soprattutto vuole dare un’idea di cosa ci attenderà:

 

Nils Frahm, Milano, 05.05.2015 a 23 €;

Micah P. Hinson, Firenze, 23.05.2015 a 17 €;

Caribou, Milano, 28.05.2015 a 23 €;

Manu Chao, Monza, 20.06.2015 a 11 €;

Paolo Fresu, Verona, 21.06.2015 a 23 €;

Andrew Bird, Ferrara, 30.06.2015 a 20 €;

Timber Timbre, Milano, 01.07.2015 a 15 €;

Damian Marley, Padova, 06.07.2015 a 28 €;

Ben Harper, Padova, 17.07.2015 a 36 €;

Jesus and Mary Chains, Ferrara, 19.07.2015 a 35 €;

James Blake, Vasto (Siren Festival 23-26.07), 57 €, biglietto completo;

John Butler Trio, Gardone Riviera, 05.08.2015, 23€;

Gogol Bordello, Roma, 26.08.2015 a 17 €;

 

In aggiunta a queste date ce ne saranno molte altre a cui dovremo fare attenzione, vi invito a segnalarne, aggiungerne e far sì che si diffonda questo spirito di partecipazione. Prepariamoci!

Vi voglio segnalare infine un festival di portata europea che forse non si conosce ancora molto rispetto ai suoi concorrenti come Glastonbury o Leeds & Reading, o Dour o Sziget: Into The Wood Festival. Solitamente esso si tiene nei primi giorni di settembre, tra Utrecht e Amsterdam in una grande foresta, come dice il nome stesso, dove si possono trovare musica, arte, performance di artisti eclettici e mercatini vintage. Non anticiperò più nulla…

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Sentieri di Guerra

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Una breve notifica su un evento molto interessante già in corso e che si protrarrà fino a domenica 31 maggio. A Padova presso Palazzo del Monte di Pietà è stata allestita una fantastica mostra sulla fotografia di guerra, si passa da Robert Capa a Philip Jones Griffiths, da Henri Cartier-Bresson a Ernst Haas; i più grandi fotografi del ‘900 ci conducono tra le trincee, ci portano sui campi di battaglia per mostrarci gli orrori e i disastri causati dai più notori scontri bellici.

La loro arma? Una semplice macchina fotografica sempre al collo per documentare con straordinaria  umanità la follia e l’inutilità della guerra che in ogni parte del mondo, sia essa il Vietnam, il Pacifico, l’Europa o il Medio Oriente apre brecce incurabili nei popoli e nelle memorie dei sopravvissuti.

Non credo che di fronte a queste immagini si possa rimanere inerti o indifferenti nonostante non ci si stupisca più dinnanzi alle continue e quotidiane violenze che imperversano su sempre più fronti geografici. Ancora una volta l’arma della cultura e l’arte nelle sue diverse forme si confermano l’unico canale per raggiungere la nostra sensibilità e permetterci di non perderci nell’oblio giornaliero grazie a riflessioni critiche e obiettive.

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Robert Capa, osservando una battaglia aerea sopra Barcellona, 1939

Il prezzo di ingresso è modesto e dovrebbe aggirarsi intorno agli 11 € con la possibilità di riduzioni e convenzioni per studenti universitari, famiglie o gruppi organizzati. Prossimamente cercheremo di pubblicizzare altri eventi nella città di Padova in modo da poter visitare la mostra e magari, sfruttando l’occasione, affiancare ad una visita culturale una serata di musica o altre attrazioni.

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Emaar: Flower Of Heaven

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Tinariwen è un collettivo di artisti nomadi del Mali, gruppo Tishoumaren (così si chiama la musica tradizionale delle popolazioni nomade del Nord Africa) con notevoli sfumature blues rock. Dopo aver già realizzato quattro album, prodotti tra il 1982 e il 2011, pubblicano ora Emaar; composta di 11 pezzi, questa nuova opera conferma la purezza della loro musica: le voci profonde e intense affiancate da cori e chitarre si intrecciano creando atmosfere misteriose, quasi “mantriche”Si passa da tracce più riflessive come Sendad Eghlalan, a canti più dolci e ritmati quali Emajer o Aghregh Medin.

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Tra i membri di Tinariwen, letteralmente “deserti”, troviamo un certo Bombino, chitarrista e cantante che non è sfuggito al grande ed eclettico Dan Auerbach, frontman dei Black Keys e produttore discografico in proprio, il quale lo ha subito arruolato per espandere gli orizzonti del blues  e permettere l’incontro di due culture musicali agli antipodi; il risultato è stato eccezionale, l’album di debutto ha riscontrato giudizi e pareri molto positivi da parte di diversi giornali e forum specializzati nella valorizzazione di questi veri artisti (si veda Anti).

Anche in Italia ci si è impegnati più volte per far sì che dal Mali questi tuareg potessero suonare a Roma, Milano, Ravenna, Torino…nell’attesa di future date o eventi perdiamoci negli scenari che ci evocano e negli inni che ci recitano con un piccolo estratto.

 

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Mac DeMarco e un nuovo orizzonte…

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Mi sono da poco imbattuto nella musica di questo ragazzo, musica fortemente caratterizzata da suoni e motivetti dolci e spensierati, ma non per questo banale. Mac DeMarco cerca di sintetizzare influenze post-rock psichedeliche con nuove prospettive elettroniche utilizzando come canale la sua voce leggera e talvolta, a parere di alcuni, un po’ frivola. Al primo ascolto, soprattutto del suo ultimo Salad Days, ho subito pensato a Damon Albarn ma anche a gruppi più “floreali” come Tame Impala o Temples, la musica, pur ereditando molto dal passato, si rinnova mostrando tutto il potenziale del giovane Mac, polistrumentista un po’ folle ed eccentrico…ma probabilmente senza un pizzico di fantasia e genialità non sarebbe questo il nostro mondo!

Mac DeMarco presso la nota KEXP di Seattle. 

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Earl Sweatshirt, no way!

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Earl Boy ad appena ventun anni ha già conquistato la scena hip hop di L.A., e non solo.

In collaborazione con Budgie e Samiyam ha appena finito di lavorare a nuovo singolo “frizzante” e con alcune sfumature jazz-fusion, che dimostrano la duttilità e la capacità di sperimentare di questo giovane artista.

 

https://soundcloud.com/important_man464/sweatshirt-budgie-samiyam-questpower