Il flâneur viene continuamente definito e ri-definito; dietro ad ogni suo aspetto se ne cela un altro, e poi un altro, ed un altro ancora: è il botanico dell’asfalto, il vagabondo metropolitano, il passeggiatore privo di meta, il pedone urbano, l’osservatore impressionistico della realtà cittadina, il critico del modernismo, il lettore della città, il guardone cinico, lo spettatore non visto, il follaiolo, il portatore di sguardo analitico, il sociologo della città semiotica, il privilegiato osservatore, l’insaziabile curioso, il testimone delle novità, colui che è privo di biografia famigliare, l’apparente disoccupato, l’esteta intellettuale, l’esploratore sociale, l’indagatore dello spettacolo della folla, la figura isolata nella massa, il voyeur inappagato, il testimone distaccato, il prodotto dell’industrializzazione, il dandy modernista, l’uomo della folla (Poe) blasé, il predecessore del turista, il borghese ricettivo ma distaccato dalla realtà urbana, il fotografo di strada ante litteram, l’investigatore della città moderna, l’esploratore dei nuovi legami sociali, il fruitore di soddisfazioni, temporanee, lo sperimentatore dei nuovi rapporti spazio-temporali, il paladino dell’individualità sociale, il protagonista e prodotto delle nuove realtà urbane.