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CRLN – Caroline

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CRLN È UN’ ECCENTRICA MA RISOLUTA CANTAUTRICE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP), CHE, NONOSTANTE LA GIOVANE ETÀ (CLASSE ’93), È GIÀ CONSIDERATA DAGLI ADDETTI AI LAVORI UN’ ARTISTA DA TENERE D’OCCHIO. IL SUO SOUND INDIE POP APRE NUOVE VIE NEL PANORAMAM MUSICALE ITALIANO, E LA SUA CANTATA SOUL SI INNESTA IN BASI ELETTRONICHE EFFICACI, CREANDO UN ORIGINALE MIX TRA TRADIZIONE MELODICA E SONORITÀ MODERNE E DINAMICHE. NON PER NIENTE PUÒ VANTARE LA COLLABORAZIONE DEL GIOELLINO VENEZIANO DELL’ELETTRONICA YAKAMOTO KOTZUGA NEL BRANO UN VIAGGIO SENZA FINE. “CAROLINE” È IL SUO EP D’ESORDIO, REALIZZATO COME PRIMA E NUOVA VOCE FEMMINILE ALL’INTERNO DEL ROSTER MACRO BEATS. LE ABBIAMO FATTO ALCUNE DOMANDE.

F: Per cominciare vorremo subito sapere come mai hai scelto di eliminare le vocali dal tuo nome e presentarti con l’accattivante scrittura CRLN, un pò in stile SBTRK diciamo.
C: CRLN è stata più una scelta visiva. Studiando grafica ci faccio attenzione a queste cose, e sono molto soddisfatta della decisione.

F: “Caroline” è il tuo EP di debutto e il tuo esordio ufficiale con l’etichetta Macro Beats, ma quali sono state le esperienze che ti hanno portato a questo progetto, la cara vecchia gavetta da cui tutti sono partiti?
C: Non posso chiamarla gavetta quella che ho fatto in passato. Ho suonato con qualche gruppo e poi sono tornata a cantare per me stessa, non ho mai sperato troppo che la mia musica potesse uscire dalla mia stanza. Era semplicemente una cosa per me stessa.

F: Il tuo sound è un bel mix di Eletronic Soul e Indie Pop, generi che raramente sentiamo accompagnati da un cantato in italiano ma che allo stesso tempo si stanno facendo le ossa nel nostro panorama musicale: pensi che ciò sia più un limite o un’arma da sfruttare in fatto di originalità?
C: Io penso che sia un’arma da sfruttare sia in fatto di originalità, sia perché unire all’elettronica un cantato pop in italiano da modo anche ad un ascoltatore poco abituato a generi nuovi, di entrare in un mondo che gli è in parte sconosciuto.

F: Un artista italiano e poi uno straniero senza i quali non avremmo mai conosciuto e apprezzato la Carolina di oggi.
C: Un gruppo italiano che ho ascoltato sempre e che non smetterò mai di vedere live sono i Subsonica. Gli XX invece sono stati il gruppo che mi ha permesso di muovermi da un ascolto dream e indie pop a uno di stampo elettronico partendo appunto da Jamie XX, passando per artisti come James Blake e Shlohmo e arrivando a Bonobo. Da lì poi mi si è aperto un mondo.

F: Le melodie delicate aprono la porta ad un piccolo mondo attraverso il quale la tua voce ci guida, soffice: è una dimensione tutta onirica o un vissuto concreto che addolcisci con il ricordo?
C: Credo che l’EP da questo punto di vista sia eterogeneo.“Via Da Noi” crea proprio una dimensione onirica in cui voce, testi e suoni si fondono perfettamente.
A volte ho scritto di storie non mie, rielaborandole.
In altri brani invece ho raccontato delle mie emozioni a caldo. E non stavo raccontando dei ricordi, quelli che scrivevo erano il mio presente.

F: Per concludere ti chiediamo un obiettivo che punti di raggiungere (o un sogno che speri di realizzare) nel tuo prossimo futuro musicale. Ovviamente con i nostri migliori auguri.
C: Questa domanda mi è stata posta non poche volte e ammetto di avere parecchia difficoltà a rispondere, non perché non abbia davvero dei sogni, ma perché quello più grande si è già avverato.

Sto vivendo situazioni nuove e stimolanti che mai avrei creduto di poter vivere e l’unica cosa che spero davvero è che le persone possano apprezzare ciò che sto facendo.

 

Parlami di te è il primo video estratto da Caroline, affidato alla la regia di Nicola Artico e Matteo Podini per Frame 24